«Un consumo eccessivo di sale può determinare un aumento della pressione arteriosa, con conseguente aumento del rischio di insorgenza di gravi malattie cardio-cerebrovascolari correlate all’ipertensione: quali infarto del miocardio e ictus cerebraleafferma Elena Dogliotti, biologa nutrizionista e membro della supervisione scientifica della Fondazione Umberto Veronesi -. Diversi studi hanno inoltre evidenziato come un eccessivo introito di sale possa aumentare il rischio di sviluppare l’osteoporosi, l’insufficienza renale e alcuni tumori dell’apparato digerente: in particolare dello stomaco. Il consumo di sale va ridotto a partire dall’età infantile: motivo per cui si raccomanda di non aggiungere sale nelle pappe dei bambini, almeno per tutto il primo anno di vita. Oltre a fare prevenzione, in questo modo si educano anche i bambini alla scoperta dei sapori autentici degli alimenti».

Cinque consigli per ridurre i consumi di sale

Per raggiungere l’obiettivo, gli esperti della «World Action Salt» hanno redatto cinque consigli utili (per la salute) e sostenibili (per il palato).

  1. Scolare e sciacquare verdure e fagioli in scatola e mangia più frutta e verdure fresche
  2. Provare a diminuire gradualmente l’aggiunta di sale ai tuoi piatti preferiti, il tuo palato si adatterà al nuovo gusto
  3. Usa erbe, spezie, aglio e limone al posto del sale per aggiungere sapore ai tuoi piatti
  4. Mettere il sale e le salse salate lontano dalla tavola, così i giovani non prenderanno l’abitudine di aggiungere sale
  5. Controllare le etichette dei prodotti alimentari prima di acquistarli, ti aiuteranno a scegliere quelli a minor contenuto di sale.

Fonte: www.fondazioneveronesi.it

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