Emicrania

Mal di testa: cause, sintomi e rimedi

L’emicrania è un disturbo molto diffuso, che interessa prevalentemente persone in età adulta (maggiormente le donne), ma non risparmia talvolta i bambini, gli adolescenti e gli anziani. In alcuni casi si tratta di un disturbo occasionale, in altri casi invece, i mal di testa sono così intensi e frequenti da incidere sulla qualità della nostra vita, rendendo difficile lo svolgimento delle normali attività quotidiane, lavorative e le relazioni sociali.

Cos’è l’emicrania

L’emicrania appartiene alla famiglia delle cefalee. È una particolare forma di mal di testa, molto doloroso e potenzialmente invalidante. Questo disturbo deve il suo nome alla particolare localizzazione del dolore: solitamente colpisce soltanto un lato del cranio, indifferentemente il destro o il sinistro. L’emicrania produce un dolore intenso, pulsante, disabilitante, e peggiora con il movimento.

Altra particolarità dell’emicrania è il suo essere preceduta, e talvolta accompagnata, da altri sintomi. Si parla, in questo caso, di emicrania “con aura”, per definire proprio questa serie di sintomi che preludono all’arrivo dell’attacco vero e proprio (flash di luce, annebbiamenti ad uno a o ad entrambi gli occhi, formicolio agli arti, rigidità del collo, difficoltà nel parlare). L’emicrania può avere un impatto molto forte sulla qualità della nostra vita, soprattutto quando i comuni antidolorifici non funzionano più, gli attacchi aumentano oppure peggiorano, e la patologia si cronicizza.

Quali sono le cause dell’emicrania?
Le cause dell’emicrania non sono ancora del tutto chiare. È certo che più fattori giochino un ruolo determinante: predisposizione genetica, fattori esterni, patologie sistemiche. L’emicrania colpisce in prevalenza le donne, soprattutto in età fertile: diversi studi scientifici hanno evidenziato la relazione tra questa patologia e gli squilibri di tipo ormonale.

Talvolta è stata segnalata la correlazione tra emicrania e il consumo di alcuni alimenti o bevande. Sicuramente c’è un legame con altri fattori come lo stress, i disturbi del sonno, i cambiamenti climatici, l’uso di alcuni farmaci, i problemi fisici. Generalmente viene valutata la familiarità del problema e se in famiglia ci sono casi di emicrania ricorrente le probabilità che il disturbo si presenti aumentano.

Quali sono i sintomi dell’emicrania?
I sintomi dell’emicrania possono dividersi in due categorie. Quelli che precedono l’attacco emicranico (detti prodromici) e quelli che accompagnano l’attacco vero e proprio.

Uno o due giorni prima si possono manifestare:

Irritabilità
Stitichezza
Depressione o maggiore appetito
Rigidità del collo
Disturbi visivi tipici dell’aura: lampi di luce, abbagliamento.
Disturbi motori e del linguaggio
Formicolio a braccia e gambe

I sintomi dell’attacco emicranico hanno una variabilità soggettiva, sia in quanto a durata che in quanto a intensità, e possono includere:

Dolore pulsante concentrato in uno o più punti della testa, in particolare nella parte anteriore, frontale o laterale.
Nausea
Vomito
Disturbi visivi, abbagliamento.
Vertigini
Sensibilità alla luce (fotofobia), ai suoni (fonofobia), agli odori.
Irritabilità
Nervosismo
Agitazione e confusione
Scarsa concentrazione
Brividi
Sudorazione
Dolore addominale

I fattori scatenanti più comuni

Secondo le statistiche, in cima alla graduatoria dei fattori scatenanti c’è lo stress, seguito dalle variazioni ormonali (nella donna) e dalle variazioni climatiche. Saltare il pasto è invece il quarto motivo in ordine di frequenza, e questo dimostra la stretta connessione tra dolore alla testa e alimentazione. Chi soffre di emicrania non dovrebbe digiunare, ma neanche abbuffarsi, ed è importante che conosca gli alimenti per lui “nemici”. Un esempio per tutti sono i superalcolici, che hanno un effetto vasodilatatore, e i soggetti emicranici sono molto sensibili a tutte le sostanze che tendano a dilatare i vasi cerebrali già predisposti.

Consigli utili

Cari Utenti, il mal di testa non è mai una buona compagnia, e lo sanno soprattutto le donne che molto spesso ne sono afflitte dalla pubertà alla menopausa, per colpa del brusco calo degli estrogeni nel periodo mestruale.

Un buon consiglio per tutti è quello di tenere un diario degli attacchi circa la frequenza, l’intensità, la localizzazione del dolore, i fenomeni associati, i farmaci assunti e il collegamento tra episodi e stati emotivi, fisici o ambientali.

L’emicrania è un dolore da cui purtroppo ci si difende molto spesso a suon di pillole e polverine analgesiche. Che siano comuni antidolorifici da banco o farmaci prescritti dal medico con la ricetta, è importante fare molta attenzione e non prendere l’abitudine di assumerli spesso.

Questo perchè possono diventare un’arma a doppio taglio: all’inizio ti fanno sentire meglio, ma poi arrivano ad alterare il sistema di percezione del dolore ed espongono i pazienti al rischio della cronicizzazione.

 

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