Con la bella stagione cresce la voglia di stare all’aria aperta e di tenersi in forma, ma in inverno il freddo fa consumare più calorie. Allora quando è più facile perdere peso? Lo abbiamo chiesto ad Andrea Ghiselli, dirigente di Ricerca al Crea (Centro di ricerca Alimenti e nutrizione), e presidente della Società Italiana Scienze dell’Alimentazione.

Non ci sono più le stagioni

«Facciamo una premessa: tanto tempo fa quando c’erano le stagioni si faceva più fatica a dimagrire d’estate perché d’inverno fa freddo e quindi le necessità metaboliche aumentavano, se non altro per produrre calore – osserva lo specialista –. Oggi che abbiamo aria condizionata d’estate e riscaldamento in inverno queste differenze non ci sono più. L’unica cosa che cambia è se riusciamo ad approfittare della bella stagione mangiando di meno e muovendoci di più. Ci sono persone che in estate scalano le montagne, scendono le rapide dei fiumi e sono dedite ad altre attività molto impegnative fisicamente e quindi hanno una marcia in più per dimagrire. Chi si sdraia in spiaggia e non fa niente tutto il giorno avrà più difficoltà».

Il freddo non «vale» più

«Di fatto viviamo in ambienti riscaldati e anche quando usciamo abbiamo macchine o mezzi riscaldati, quindi il freddo lo sentiamo davvero per poco tempo. Se però abbassiamo di qualche grado il riscaldamento in casa e uffici avremo un aiuto».

La spinta positiva

Ma qualcosa cambia a livello metabolico nei diversi periodi dell’anno o magari possiamo approfittare di qualche alimento di stagione per ingrassare meno oppure dimagrire?
«Cambia molto poco, però c’è da dire che in estate potremmo avere una spinta in più per perdere peso se riuscissimo ad approfittare del fatto che abbiamo a disposizione frutta molto acquosa e quindi rinfrescante, dissetante e saziante al tempo stesso. Spesso per il caldo abbiamo più sete che fame e frutta e verdura, con condimenti poco calorici, possono aiutare a contenere il peso. Approfittiamo dello stimolo narcisistico della prova costume e dalle giornate più lunghe, che ci permettono di stare di più all’aria aperta, meno di fronte al televisore e avere più tempo per l’attività fisica. L’estate può rappresentare un’occasione in più, a patto che non si sostituisca il divano con la sedia a sdraio».

Il cibo «caldo»

Se il caldo può portare ad avere più sete che fame, non è forse vero che in inverno si è portati a mangiare di più (e cibi più calorici) perché si sente comunque la necessità di accumulare calore?
«Sì. Con il freddo è naturale essere portati ad avere più appetito e preferire alimenti più densi di calorie. A chi non viene voglia, al primo freddo d’autunno, di un bel piatto di polenta col ragù? Tuttavia, come abbiamo detto sopra, questo è solamente uno stimolo naturale al quale dobbiamo cercare di resistere e assecondare le voglie con parsimonia, poiché in realtà al freddo veramente freddo e al caldo veramente caldo non siamo generalmente mai esposti.

Assecondare le voglie è corretto: non dobbiamo privarci di ciò che ci fa piacere, dobbiamo solo fare in modo che quel piacere non ci faccia male.

Fonte: corriere.it

 

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