Non ci stancheremo mai dirlo, troppo sale fa male. Direte: “lo sanno tutti”. Ma quanto è “troppo”?
Il consumo giornaliero di sale di un adulto non dovrebbe superare i 5 grammi, circa un cucchiaino da caffè.

Bambini e anziani

Bambini e adulti oltre i 60 anni devono invece assumere quantità di sale inferiori ai 5 grammi raccomandati. Per i bambini la dose massima è 2 grammi: per non superare questa quantità è sufficiente evitare di aggiungere sale nelle pappe e negli alimenti pronti. Per chi ha superato i 60 anni, la dose consigliata è di 4 grammi al giorno: ma proprio per i più anziani è difficile rispettare questi limiti, perché la sensibilità ai sapori si attenua con l’età.

Il sale nascosto

Attenzione però: nella quantità di sale raccomandata è inclusa quella già presente in molti prodotti alimentari. Per la sua capacità di preservare i cibi, il sale è infatti utilizzato ampiamente nell’industria alimentare come conservante e lo si può trovare pressoché ovunque: nelle patatine, nei cracker, nei surgelati, nei dadi da brodo, ma anche nei formaggi, nel tonno e nei legumi in scatola, negli affettati e perfino nel pane.

Tutti i nomi del sale

In caso di cibi confezionati, la quantità accettabile di sale è circa 0,3 grammi per 100 grammi di prodotto. Per scoprire quanto (e quale) sale è “nascosto” in questi cibi, è buona abitudine leggere l’etichetta: se non viene indicato chiaramente come sale o cloruro di sodio, può essere presente sotto forma di fosfato monosodico, benzoato di sodio o glutammato di sodio.

Sodio, un pericolo per la pressione

Nei 5 grammi di sale, la quantità giornaliera massima raccomandata, sono contenuti circa 2 grammi di sodio puro, sostanza che è la vera antagonista della salute del nostro cuore perché influisce negativamente sulla pressione arteriosa.

Per aggirare il problema molte persone fanno uso di sale iposodico, la cui quantità di sodio però è solo lievemente inferiore a quella del normale sale da cucina.

Gli esperti consigliano invece di far uso di sale iodato, cioè arricchito con iodio, minerale importantissimo anche per lo sviluppo e il funzionamento della tiroide, la ghiandola che regola il metabolismo.

Le alternative al sale

L’ideale, per quanto riguarda il sale, sarebbe educarsi a utilizzarne sempre meno, diminuendo via via la quantità fino a che il palato non si sarà abituato.

Esistono anche delle alternative per insaporire i cibi, come le erbe aromatiche, il succo di limone e l’aceto o, se gradito, il peperoncino. In questo modo si mettono d’accordo la lingua e il cuore!

Fonte: Dott.ssa Raffaella Cancello – Staff U.O. Endocrinologia e Malattie del Metabolismo 

 

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