Così belle e così dolorose, le meduse sono un incubo estivo. E per chi si immerge, anche le bellissime  attinie, chiamate anche anemoni di mare, che ricoprono con i loro tentacoli il fondo marino e hanno iridescenze dal rosso all’arancione al viola…

Scene da film

“Ma le attinie non pungono, i pesci ci vivono dentro!” Non fatevi trarre in inganno, la particolarità per cui sono conosciuti i pesci pagliaccio (vedi Nemo) è la simbiosi con alcune specie di anemoni e di attinie: questi pesci, infatti, trovano rifugio tra i tentacoli dell’anemone, dalle cui punture sono immuni grazie al muco che ricopre il loro corpo, proteggendosi così dai predatori.

Ecco qualche indicazione se dovessero pungerci.

I rimedi per le punture di medusa

Il contatto con una medusa provoca bruciore e prurito intenso, mentre sulla pelle rimane una zona eritematosa ed edematosa con possibile formazione di una bolla. Dopo una puntura di medusa, è necessario disinfettare con acqua di mare e poi con bicarbonato medicando, poi, la parte con un gel a base di cloruro d’ alluminio.

I rimedi per le punture di attinia

La stessa cura può risultare efficace anche in caso di contatto con le attinie o anemoni di mare. Non usare ammoniaca, limone, aceto, o alcol. Non strofinare o grattare perché si corre il rischio di mandare in circolo le tossine rilasciate. Non utilizzare pinzette per rimuovere eventuali frammenti di tentacoli perché la lacerazione di tessuti provocherebbe la fuoriuscita di tossine. Non disinfettare con acqua dolce, troppo fredda o ghiaccio.

Fonte fondazioneveronesi.it

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